«Le lavasecco a idrocarburi non lavano».
È una frase che nel nostro settore si sente ancora spesso. Nasce anche da esperienze reali: chi è passato dal percloro a una macchina diversa, senza modificare programmi, smacchiatura e gestione del solvente, può aver ottenuto risultati deludenti.
Ma da qui a dire che il lavaggio a idrocarburi non funziona c’è una grande differenza.
Oggi esistono macchine e solventi con caratteristiche molto diverse. Per capire quale risultato aspettarsi bisogna guardare l’intero processo: tipo di sporco, solvente, eventuale rafforzatore, azione meccanica, manutenzione e competenza di chi lavora i capi.
Facciamo ordine.
Percloro e idrocarburi: che cosa cambia nella chimica?
Il percloroetilene, chiamato anche tetracloroetilene o semplicemente percloro, è una sostanza chimica specifica. Nel lavaggio a secco scioglie bene molti grassi e oli e, per decenni, è stato il riferimento abituale per le lavanderie. Non è però una soluzione universale: molte macchie a base acquosa richiedono comunque un trattamento mirato.
I solventi idrocarburici sono invece una famiglia di sostanze composte da carbonio e idrogeno. Hanno in genere una buona affinità per lo sporco oleoso, ma il loro comportamento dipende dalla formulazione. Un idrocarburo tradizionale, uno potenziato e un solvente di altra famiglia usato in una macchina multisolvere non offrono necessariamente lo stesso risultato.
Una differenza pratica riguarda anche le attrezzature: il percloro non è classificato come liquido infiammabile nelle normali condizioni d’impiego, mentre molti solventi alternativi sono combustibili. Macchina, impianto e procedure devono essere idonei al prodotto scelto. La compatibilità non va mai dedotta soltanto dalla dicitura «macchina a idrocarburi».
Quando in CASELLA parliamo di natural solvents, ci riferiamo in senso commerciale alle alternative al percloro. È bene chiarire che non tutte appartengono alla stessa famiglia chimica e che “natural” non equivale automaticamente a innocuo o di origine naturale.
Che cos’è il valore Kauri Butanol?
Il valore Kauri Butanol, abbreviato KB, è un indice usato per descrivere la capacità solvente di un liquido in una prova standard. In termini molto semplici, un valore più alto suggerisce una maggiore forza di solvibilità in quella prova. Non è però il voto finale della qualità di lavaggio: non misura da solo la rimozione di tutte le macchie, la delicatezza sui capi o il risultato dell’intero ciclo.
Ecco perché confrontare due prodotti usando soltanto il KB sarebbe riduttivo. Per giudicare una lavanderia conta il capo che esce dalla macchina, il lavoro necessario prima e dopo il ciclo e la regolarità dei risultati nel tempo.
Macchine a idrocarburi: con distillatore o senza?
Con distillatore. Il solvente impiegato viene riscaldato, vaporizzato e condensato per recuperarlo separandolo da una parte consistente delle sostanze disciolte. Insieme alla filtrazione, la distillazione aiuta a mantenere costante la qualità del bagno. Richiede però energia, manutenzione e una corretta gestione dei residui.
Senza distillatore. La pulizia del solvente si basa su filtri e sistemi di trattamento previsti dal costruttore. Sono configurazioni che possono rispondere a esigenze operative diverse, ma richiedono attenzione allo stato dei filtri, al controllo del solvente e ai limiti indicati per quel sistema. Filtrare e distillare non sono la stessa cosa: il filtro trattiene soprattutto ciò che il suo materiale è progettato per rimuovere; la distillazione separa anche una parte dello sporco sciolto nel solvente.
La presenza del distillatore, da sola, non garantisce un lavaggio migliore. Conta che il circuito di cura del solvente sia adatto alla macchina, alla chimica impiegata e ai carichi di lavoro reali.
I solventi: non esiste un unico «idrocarburo»
Sepisol. È un solvente idrocarburico per macchine a secco. Lo consideriamo il riferimento di una generazione più tradizionale: il suo potere solvente, valutato attraverso il KB, può risultare limitato rispetto a formulazioni più recenti e potenziate. Definirlo «superato» è una valutazione pratica, non significa che non lavi: significa che su alcune lavorazioni può richiedere più attenzione a presmacchiatura, rafforzatori e programma.
intense® di Seitz. Parte da una base idrocarburica e impiega un sistema booster per aumentarne la prestazione. Seitz indica un valore KB di 73 e segnala un miglioramento anche nella gestione di alcuni sporchi idrosolubili. È un buon esempio del perché l’esperienza fatta con un idrocarburo tradizionale non possa essere estesa a tutti i prodotti della categoria.
Horizon di Surf Chimica. È proposto dal produttore per macchine multisolvere e a idrocarburi, anche già installate, con una linea dedicata di presmacchiatore, rafforzatore e agente di finissaggio. Surf Chimica dichiara prestazioni sia sullo sporco grasso sia su quello idrosolubile. Prima di sostituire un solvente bisogna comunque verificare compatibilità, modalità di svuotamento e istruzioni dei produttori di macchina e solvente.
SYSTEMK4 di Kreussler. Il suo solvente SOLVONK4 è principalmente butylal, un composto della famiglia degli acetali. È quindi un’alternativa al percloro, ma non è un idrocarburo in senso chimico. Questa distinzione conta perché proprietà, prodotti di processo e indicazioni operative vanno valutati per il sistema specifico.
GreenEarth. Utilizza un fluido siliconico noto come D5. Anche in questo caso non parliamo di un idrocarburo. È una soluzione associata a un trattamento delicato dei tessuti; oggi la incontriamo meno spesso nella nostra esperienza commerciale, ma la sua presenza sul mercato varia secondo zona e operatore.
SENSENE™. È forse il più discusso perché cambia ancora famiglia: il produttore lo descrive come una formulazione a base di alcoli modificati. “Alcolico” non significa che la macchina lavi con il comune alcol etilico: indica una diversa chimica, con caratteristiche di solvibilità proprie. La formulazione è proposta per combinare prestazioni sullo sporco e delicatezza; anche qui occorrono macchina idonea, procedure corrette e verifica della versione precisa del prodotto.
Questa varietà spiega un punto fondamentale: mettere Sepisol, intense, Horizon, K4, GreenEarth e SENSENE nello stesso gruppo può essere utile in una conversazione commerciale sulle alternative al percloro, ma non per prevedere le prestazioni o scegliere un programma di lavaggio.
Allora le lavatrici a idrocarburi lavano oppure no?
Sì, lavano. Ma non basta cambiare solvente e aspettarsi che tutto si comporti esattamente come prima. Una macchia grassa, una macchia idrosolubile, un capo delicato e un indumento molto sporco presentano problemi differenti. Per alcuni serve una presmacchiatura accurata; per altri è decisiva la scelta del rafforzatore, la pulizia del solvente o il programma giusto.
Il percloro resta un termine di paragone importante, soprattutto per la rimozione dello sporco grasso. Non è però corretto concludere che ogni alternativa lavi meno in ogni situazione. Una macchina moderna, con un solvente adatto e un processo ben impostato, può dare risultati professionali e aprire possibilità interessanti nel trattamento dei capi. La scelta giusta nasce da prove sui tessuti e sullo sporco che entrano davvero nella propria lavanderia, non da uno slogan.
In CASELLA partiamo proprio da qui: analizziamo il lavoro che la lavanderia deve svolgere, la macchina disponibile e il solvente più coerente con l’obiettivo. Il risultato si costruisce con la combinazione giusta, non con il nome stampato sulla tanica.
In sintesi:
Le lavatrici a idrocarburi puliscono meno del percloro?
Non in assoluto. Le prestazioni cambiano secondo solvente, tipo di sporco, macchina, prodotti ausiliari e programma. Il confronto migliore è una prova su capi rappresentativi del proprio lavoro.
Il valore KB più alto significa sempre capi più puliti?
No. Il KB descrive una specifica proprietà di solvibilità, ma non riassume l’efficacia su tutte le macchie né la delicatezza del processo.
Una macchina senza distillatore lava peggio?
Non necessariamente. Occorre valutare come mantiene pulito il solvente e rispettare manutenzione e limiti operativi del sistema di filtrazione.
K4 è un solvente idrocarburico?
No. SOLVONK4 è principalmente butylal, appartenente alla famiglia degli acetali.
GreenEarth e SENSENE sono idrocarburi?
No. GreenEarth è basato su un fluido siliconico D5; SENSENE è basato su alcoli modificati.
Posso usare qualunque natural solvent nella mia macchina?
No. Prima di cambiare prodotto bisogna verificare la compatibilità con modello, guarnizioni, circuito di trattamento, parametri di asciugatura e indicazioni scritte dei produttori.