Essiccatoio a gas o elettrico: quale scegliere per la lavanderia?

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«Meglio un essiccatoio a gas o elettrico?» È una domanda che ci viene posta spesso quando progettiamo una lavanderia self service, una lavanderia tradizionale o una lavanderia interna a un hotel. Non esiste una risposta valida per tutti: il gas può essere interessante dove sono previsti molti cicli, mentre l’elettrico può semplificare alcuni aspetti dell’installazione. Il risultato economico dipende però dal modello, dal locale e dai prezzi dell’energia realmente pagati.

La scelta va fatta prima di chiudere il progetto degli impianti. Una differenza di prezzo fra due essiccatoi può essere piccola rispetto al costo di portare il gas nel locale, aumentare la potenza elettrica disponibile o correggere un percorso dell’aria progettato male. Vediamo quali dati confrontare e come calcolare il costo di asciugatura.

Come funziona un essiccatoio a gas?

Un essiccatoio rotativo fa circolare aria calda attraverso la biancheria, favorendo l’evaporazione dell’acqua rimasta dopo la centrifuga. Nella versione a gas, il calore viene prodotto dal bruciatore. La macchina continua comunque a richiedere alimentazione elettrica per motore, ventilatore, comandi e altri componenti previsti dal modello.

Per installarla bisogna verificare disponibilità e caratteristiche dell’alimentazione gas, progetto dell’impianto, pressione e portata richieste, alimentazione elettrica e gestione dell’aria secondo il manuale della macchina. Quando si parla di un essiccatoio «da 15 kW a gas», quel dato può indicare la potenza termica nominale: non significa automaticamente che ogni ciclo consumi 15 kWh o una quantità fissa di metri cubi di gas. Per stimare il consumo serve il funzionamento reale del ciclo.

Come funziona un essiccatoio elettrico?

In un essiccatoio elettrico tradizionale il riscaldamento avviene mediante resistenze, mentre motore, ventilazione e controlli usano la stessa fornitura elettrica. Il vantaggio pratico è che non occorre realizzare una linea gas per quella macchina. Questo non elimina la necessità di verificare potenza disponibile, linee elettriche e protezioni: più essiccatoi elettrici in funzione contemporaneamente possono richiedere una potenza impegnata importante.

Va inoltre distinta la versione elettrica ventilata da un essiccatoio a pompa di calore. Sono tecnologie diverse, con assorbimenti, tempi, condizioni ambientali e requisiti di installazione da confrontare caso per caso. In questo articolo il confronto economico principale riguarda gli essiccatoi rotativi ventilati con riscaldamento a gas o con resistenze elettriche.

Gas ed elettrico: le differenze in sintesi

AspettoEssiccatoio a gasEssiccatoio elettrico ventilato
Fonte del caloreGasElettricità
Elettricità necessariaSì, per motore, ventilazione e comandiSì, anche per il riscaldamento
Impianto da verificareGas, elettrico e percorso dell’ariaPotenza e linee elettriche, percorso dell’aria
Costo variabile del cicloGas consumato + elettricità consumatakWh elettrici consumati
Fattore economico decisivoConsumi reali e tariffa del gas, oltre all’impiantoConsumi reali, tariffa e potenza elettrica disponibile

Questa tabella serve a orientarsi. Il tempo di asciugatura e la qualità del risultato non si deducono dalla sola fonte di riscaldamento. Contano potenza utile, portata d’aria, caratteristiche del cestello, programma, carico, manutenzione e umidità con cui entra la biancheria.

Il primo confronto è sugli impianti del locale

Se il locale dispone già di un impianto gas adatto, l’ipotesi di essiccatoi a gas merita una valutazione. Se il gas non è presente, occorre mettere a budget fattibilità e costo per realizzarlo. Non basta controllare che ci sia un contatore: la linea deve poter alimentare tutte le macchine che potrebbero lavorare nello stesso momento, oltre agli altri apparecchi previsti, come un eventuale generatore di acqua calda.

Con essiccatoi elettrici il problema si sposta sulla disponibilità di potenza e sulle linee dedicate. La scelta di più macchine non si fa sommando in modo superficiale le targhette, ma progettando il carico elettrico e la contemporaneità con lavatrici, produzione di acqua calda, illuminazione e altre utenze. Un aumento di potenza o un adeguamento del quadro possono incidere sull’investimento e sui costi ricorrenti.

Il percorso dell’aria merita attenzione in entrambi i casi per i modelli ventilati. Occorrono aria di reintegro e condotti realizzati secondo le istruzioni del costruttore. Un percorso inadeguato può allungare i cicli e alterare il funzionamento della macchina. La versione a pompa di calore può avere requisiti diversi: non va trattata come un ventilato elettrico.

Come calcolare il costo di un ciclo di asciugatura

Per il gas la formula pratica è:

Costo variabile del ciclo a gas = m³ di gas consumati × prezzo al m³ + kWh elettrici consumati × prezzo al kWh.

Per un essiccatoio elettrico ventilato:

Costo variabile del ciclo elettrico = kWh elettrici consumati × prezzo al kWh.

I consumi vanno rilevati o stimati per lo stesso tipo e peso di biancheria, con analoga umidità iniziale e un grado di asciugatura finale confrontabile. Altrimenti il confronto non misura soltanto le macchine: misura anche carichi e programmi differenti. Nel prezzo unitario usa i valori pertinenti del contratto effettivo; le fatture includono inoltre componenti fisse e altre voci da valutare quando si calcola il costo complessivo.

Un esempio numerico illustrativo

Supponiamo, solo per mostrare il metodo, che un ciclo con un essiccatoio elettrico consumi 5 kWh. Supponiamo che un ciclo comparabile con una macchina a gas utilizzi 0,50 m³ di gas e 0,15 kWh di elettricità. Ipotizziamo prezzi di 0,30 €/kWh e 1,10 €/m³.

IpotesiCalcoloCosto variabile del ciclo
Elettrico5 kWh × 0,30 €1,50 €
Gas0,50 m³ × 1,10 € + 0,15 kWh × 0,30 €0,595 €

In queste specifiche ipotesi, la differenza è 0,905 € per ciclo. Se fossero effettuati 1.000 cicli confrontabili, diventerebbero 905 € di differenza nei costi variabili considerati. Questi numeri non sono prestazioni dichiarate di un modello CASELLA, né tariffe di mercato, né una promessa di risparmio. Cambiando macchine, carichi, durata, prezzi dell’energia o condizioni di lavoro, il risultato può cambiare molto. L’eventuale vantaggio operativo va confrontato con impianto gas, adeguamenti elettrici, manutenzione e costi fissi.

La centrifuga della lavatrice entra nel conto

L’essiccatoio riceve la biancheria dopo il lavaggio. Se una lavatrice estrae più acqua senza compromettere i capi, ne rimane meno da evaporare: il ciclo di asciugatura può richiedere meno tempo ed energia. Per questo due preventivi di essiccatoi andrebbero valutati insieme alle lavatrici e ai programmi che li alimenteranno.

Anche il cliente di una lavanderia self service ha un interesse diretto: tempi troppo lunghi creano attese e riducono la disponibilità dei cestelli nelle ore di punta. Per chi gestisce il negozio il costo di un ciclo non è l’unico numero: contano i carichi completati nell’ora e la capacità di evitare code.

Quando può avere più senso il gas?

Vale la pena studiare il gas soprattutto quando si prevedono molti cicli, più essiccatoi contemporanei e una fornitura disponibile o realizzabile a costi sostenibili. L’analisi deve comprendere prezzo effettivo del gas, consumo delle macchine, impianto, controlli e manutenzione. Non basta dire che «il gas costa meno»: bisogna quantificare il caso reale.

Quando può avere più senso l’elettrico?

Può essere interessante quando non c’è una fornitura gas facilmente realizzabile, il volume di lavoro è contenuto o una soluzione elettrica specifica si integra meglio con il locale. Occorre però verificare la potenza disponibile nelle ore in cui lavorano insieme tutte le macchine e includere nel confronto eventuali adeguamenti e costi di potenza impegnata. Quando si valuta una macchina a pompa di calore, il confronto va rifatto sui suoi dati e sui suoi requisiti, senza applicare automaticamente le conclusioni relative alle resistenze.

Le informazioni che servono per scegliere bene

Prima di acquistare chiediamo: quanti kg e quanti cicli al giorno dovranno essere asciugati? Quanti essiccatoi potranno funzionare insieme? Quali utenze e condotti sono disponibili? Quali lavatrici saranno abbinate? Qual è il prezzo effettivo di elettricità e gas? Quali lavori richiede ogni alternativa?

In CASELLA progettiamo l’asciugatura insieme al resto della lavanderia. La scelta giusta non è la macchina con l’energia apparentemente più economica, ma la soluzione che lavora bene nel tuo locale al costo complessivo più sensato per i tuoi volumi.

Domande frequenti

Un essiccatoio a gas consuma elettricità?

Sì. In genere il gas produce il calore, mentre motore, ventilatore e comandi richiedono alimentazione elettrica. I valori dipendono dal modello e dal ciclo.

Un essiccatoio elettrico richiede lo scarico dell’aria?

Un modello elettrico ventilato richiede un percorso dell’aria conforme alle istruzioni del produttore. Gli essiccatoi a pompa di calore possono avere configurazioni differenti.

Gli essiccatoi a gas asciugano sempre più velocemente?

No. I tempi dipendono dal modello, dalla potenza, dalla portata d’aria, dal carico e dall’umidità iniziale. Il confronto va fatto nelle stesse condizioni.

Basta moltiplicare i kW di targa per la durata del ciclo?

Non sempre. La potenza nominale non descrive necessariamente quanta energia viene utilizzata durante tutte le fasi. È preferibile usare dati per ciclo o misure reali.

Posso installare più essiccatoi elettrici senza aumentare la potenza?

Dipende dall’impianto e dagli altri carichi contemporanei. Il progetto elettrico deve verificare potenza disponibile, linee e protezioni.

Quanto costa asciugare un carico da 12 kg?

Servono consumo del modello e del programma, quantità e umidità della biancheria, tariffa dell’energia e tipo di alimentazione. La capacità nominale da sola non consente un calcolo affidabile.

Quale scegliere per una lavanderia self service?

Occorre confrontare impianti, volumi previsti, costo per ciclo, durata dell’asciugatura e investimento complessivo. La scelta dipende dal locale e dal progetto.

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