Quanto consuma una lavanderia self service? Acqua, elettricità, gas e detergenti

Home / Blog / Quanto consuma una lavanderia self service? Acqua, elettricità, gas e detergenti

Una lavanderia self service può avere molte macchine e consumare meno del previsto in un mese tranquillo, oppure avere poche macchine che lavorano senza sosta. Per sapere quanto consuma davvero, non basta sommare le potenze riportate sulle targhette: servono il consumo dei programmi utilizzati, il numero dei cicli e le tariffe applicate alla propria attività.

C’è poi una distinzione fondamentale: consumare acqua o energia non equivale automaticamente a spendere una determinata cifra. Lo stesso ciclo può avere costi diversi secondo contratto elettrico, tariffa idrica, fonte di acqua calda e prezzo della detergenza. Vediamo come costruire un conto comprensibile, evitando le stime generiche che non descrivono il proprio negozio.

Da dove arrivano i consumi di una lavanderia self service?

Le principali voci variabili sono quattro:

  • Acqua: viene impiegata nei lavaggi e nei risciacqui; alla bolletta vanno valutate anche le voci relative allo scarico e agli altri oneri applicabili.
  • Elettricità: alimenta motori, pompe, controlli, cassa, illuminazione e, quando previsto, il riscaldamento elettrico dell’acqua e degli essiccatoi.
  • Gas: se presente, può alimentare la produzione di acqua calda e gli essiccatoi a gas.
  • Detergenti e altri prodotti: il costo dipende da dosaggio, formulazione, programmi e numero di lavaggi.

Esistono poi costi fissi o ricorrenti che non si possono attribuire direttamente a ogni ciclo senza fare una ripartizione: affitto, quote fisse delle utenze, connessione, canoni dei sistemi di pagamento, manutenzione, assicurazione e pulizia del locale. Per conoscere il margine non vanno dimenticati, ma è utile tenerli distinti dai consumi variabili.

Come leggere correttamente i dati delle macchine

La potenza in kW indica quanta potenza una macchina può richiedere in determinate condizioni. L’energia in kWh misura invece quanto viene effettivamente utilizzato in un periodo o in un ciclo. Una lavatrice con una resistenza elettrica di diversi kW non mantiene necessariamente quella potenza inserita per tutta la durata del programma. Per stimare il costo bisogna usare il consumo energetico del ciclo scelto o misurarlo nell’impianto reale.

Allo stesso modo, i litri d’acqua per ciclo cambiano con programma, livelli di carico e impostazioni. Se la lavatrice riceve acqua calda da una caldaia esterna, il suo dato di consumo elettrico può non comprendere l’energia utilizzata per scaldare quell’acqua. È una delle omissioni che più facilmente falsano il costo calcolato per il lavaggio.

Per gli essiccatoi bisogna controllare come viene prodotto il calore. Un modello a gas consuma gas per riscaldare l’aria e anche elettricità per motore e ventilazione. Un modello elettrico concentra invece nella bolletta elettrica anche il riscaldamento. I kW della macchina non vanno confusi con i kWh assorbiti da un ciclo, e la potenza termica di targa non è da sola una misura del consumo effettivo di gas.

Quanto consuma una lavatrice professionale per ogni lavaggio?

Il costo variabile di un ciclo si può stimare così:

Costo del lavaggio = acqua e scarico + elettricità della macchina + energia per scaldare l’acqua + detergenti.

Per ciascun termine servono quantità consumata × prezzo unitario. Con l’acqua, per esempio, si convertono i litri in metri cubi: 1.000 litri = 1 m³. Se un programma utilizzasse 70 litri, sarebbero 0,070 m³. Il prezzo da applicare deve riflettere le voci pertinenti della propria fattura, non una tariffa trovata online in un’altra città.

La scelta della macchina e del programma incide sul risultato. Sistemi che adeguano l’acqua al carico possono evitare sprechi nei cicli parziali; una centrifuga efficace può ridurre l’umidità residua e quindi l’energia necessaria alla successiva asciugatura. Il confronto va fatto sempre a parità di carico, qualità del lavaggio e programma, perché «meno acqua» o «ciclo più corto» non sono vantaggi se il cliente deve ripetere il trattamento.

Quanto consuma un essiccatoio?

Per un essiccatoio a gas il calcolo comprende gas utilizzato nel ciclo + elettricità utilizzata nel ciclo. Per un essiccatoio elettrico occorre misurare o stimare i kWh complessivi, incluso il riscaldamento. Se la tecnologia è diversa, per esempio a pompa di calore, si valutano i dati del modello e il tempo effettivo di asciugatura.

I tempi cambiano secondo tessuto, quantità di biancheria, temperatura, ventilazione, manutenzione dei filtri e acqua rimasta dopo la centrifuga. Un essiccatoio caricato male o con passaggi d’aria ostruiti può impiegare più tempo del previsto. Per questo la manutenzione è anche una questione di consumi, oltre che di qualità del servizio.

Un esempio di calcolo mensile, con ipotesi dichiarate

Immaginiamo 600 lavaggi e 450 asciugature in un mese. I dati nella tabella seguente sono scelti solo per mostrare il metodo: non rappresentano consumi certificati delle macchine CASELLA, tariffe attuali o una previsione del tuo punto vendita.

Voce ipotizzataQuantità per cicloPrezzo ipotizzatoCosto calcolato
Acqua e scarico per lavaggio70 litri = 0,070 m³3,00 €/m³0,210 €
Elettricità della lavatrice0,35 kWh0,30 €/kWh0,105 €
Gas per produrre acqua calda0,12 m³1,10 €/m³0,132 €
Detergenti per lavaggioImporto ipotizzato—0,250 €
Totale variabile per lavaggio0,697 €
Gas per asciugatura0,50 m³1,10 €/m³0,550 €
Elettricità dell’essiccatoio a gas0,15 kWh0,30 €/kWh0,045 €
Totale variabile per asciugatura0,595 €

In questo esempio: 600 × 0,697 € = 418,20 € per i lavaggi; 450 × 0,595 € = 267,75 € per le asciugature. Il totale ipotetico dei costi variabili considerati è 685,95 € nel mese.

Non è la bolletta mensile né il costo completo dell’attività. Mancano, fra l’altro, le quote fisse e altri eventuali consumi del locale, l’IVA secondo il caso, le perdite del sistema di produzione dell’acqua calda, la manutenzione e i costi amministrativi. Inoltre le ipotesi di consumo e tariffa potrebbero essere lontane da quelle reali. Il valore dell’esempio è mostrare come rifare i conti con i propri numeri.

Come stimare il costo reale della propria lavanderia

Per un progetto nuovo raccogli le schede tecniche dei modelli, definisci i programmi che proporrai ai clienti e chiedi al progettista quali utenze alimenteranno lavatrici, acqua calda ed essiccatoi. Recupera poi le tariffe contrattuali effettive o dei preventivi delle forniture, comprese le componenti fisse.

Per un’attività già aperta puoi fare un controllo ancora migliore: confronta bollette e letture dei contatori con i cicli registrati dalla cassa. Se possibile, separa i consumi di acqua calda, gas e reparto essiccatoi. Registra anche quanti clienti usano soltanto le lavatrici: ipotizzare un’asciugatura per ogni lavaggio spesso altera il conto.

Un foglio di calcolo semplice può avere una riga per ciascun programma e capacità:

numero di cicli × consumo di acqua, elettricità, gas e prodotto per ciclo × rispettivi prezzi.

La somma delle righe dà la stima mensile dei consumi variabili. Aggiungendo costi fissi e ricorrenti ottieni una base più solida per impostare i prezzi e valutare il margine.

Ridurre i consumi senza peggiorare il servizio

La prima scelta è una configurazione equilibrata: macchine adeguate ai carichi dei clienti, programmi impostati correttamente e un numero sufficiente di essiccatoi. Poi vengono il controllo del dosaggio, la manutenzione dei filtri, la verifica degli impianti e la misura dei consumi effettivi.

È facile inseguire un singolo dato promettente del catalogo. È più utile chiedere: quanto costa servire un cliente dall’inizio del lavaggio alla fine dell’asciugatura, con un risultato che lo faccia tornare? Una lavatrice che estrae meglio l’acqua, per esempio, può incidere sul consumo dell’essiccatoio. Guardare il processo completo permette di scegliere le macchine con maggiore criterio.

Domande frequenti

Quanto costa un lavaggio in una lavanderia self service?

Dipende dai consumi del programma, dalle tariffe di acqua ed energia, dal sistema di acqua calda e dal dosaggio dei prodotti. Per ottenere il costo completo occorre aggiungere anche una quota dei costi fissi.

Una lavatrice da 12 kg consuma sempre la stessa acqua?

Non necessariamente. Il programma e le funzioni della macchina possono modificare il consumo; conta anche come viene gestito il carico.

La potenza elettrica in kW indica il consumo di un ciclo?

No. I kW esprimono potenza; i kWh misurano l’energia utilizzata. Per il costo di un ciclo servono i kWh effettivi o dati riferiti a quel programma.

Un essiccatoio a gas consuma anche elettricità?

Sì. Il gas può produrre calore, mentre motore, ventilazione e comandi richiedono alimentazione elettrica.

Perché devo includere l’acqua calda nel calcolo?

Perché riscaldare l’acqua richiede energia. Se è prodotta fuori dalla lavatrice, quel consumo può comparire sulla bolletta del gas o di un altro impianto e non nei soli kWh della macchina.

La centrifuga delle lavatrici influenza i consumi?

Può influire sull’asciugatura: minore umidità residua può ridurre tempo ed energia richiesti dall’essiccatoio, secondo tessuti e programmi.

Come controllo se sto dosando troppo detergente?

Verifica la quantità realmente erogata dalle pompe rispetto al programma e confrontala con le indicazioni del prodotto, del carico e della qualità dell’acqua. Un controllo periodico evita che una regolazione errata diventi un costo su ogni ciclo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai bisogno di una consulenza?

Raccontaci le tue esigenze: i nostri tecnici trovano la soluzione più adatta alla tua lavanderia.

Contattaci →